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Dialogo fra uno Juventino e un Bolognista
Lettere semiserie fra un eclettico conduttore radiofonico e il suo ospite Gobbo del mercoledì. Decenni di interessi comuni e di tifo all’opposto
Da: Franco Montorro
A: Massimo Maccaferri
Caro Massimo, ci conosciamo da quando avevamo messo via da poco i pantaloni corti e abbiamo condiviso numerose amicizie e poi passioni, soprattutto musicali, oltre a quella per il basket.
E la rivalità calcistica l’abbiamo sempre trattata con molta autoironia. Quindi sei probabilmente l’unica persona alla quale posso serenamente chiedere, senza il rischio che mi venga mangiata la faccia, perché voi tifosi del Bologna ce l’avete tanto con noi Juventini. E non altrettanto con l’Inter, ad esempio, che qualche carognata a suo tempo la tentò eccome, e ben più significativa, nei confronti della squadra che nel cuor ti sta.
Sì, tutti quegli episodi, dai tuffi di Krasic e di Morata al gol non gol di Zalayeta… Però ho il sospetto che tutto questo astio (eufemismo) sempre e solo per la Juve sia, come dire, una questione o da DNA o di moda da tramandare di padre in figlio, un pregiudizio, un’invidia mascherata da risentimento. E posso capirlo quando entrambe lottavano per lo stesso obiettivo, un po’ meno da diversi anni a questa parte, da quando il tifoso medio rossoblu ha iniziato a dividere la sua attenzione per il calcio in due attività ben definite: occuparsi del Bologna e preoccuparsi della Juve. Forse, viste le turbolenze degli ultimi tempi, vi basterebbe solo la preoccupazione per la vostra, di squadra.
Tu sai che io sono fortemente legato al Bologna FC ma che questo viene visto con sospetto o addirittura osteggiato da qualcuno, come se un cattolico non potesse provare simpatia per il Buddismo, ma tu sai bene che esistono gemellaggi anche strani fra tifoserie: vedi quella della Fortitudo con i bianconeri della Juve (aargh!) Caserta. E visto che siamo entrati nel nostro ambito preferito, il basket, concludo con una provocazione alla quale non puoi sottrarti di replicare. E se io ti dicessi che per storia, seguito e tradizione la Juventus sta alla Virtus come il Bologna sta alla Fortitudo, tu dopo aver impugnato crocifisso e aglio come risponderesti a questa mia… bestemmia?
Da: Massimo Maccaferri
A: Franco Montorro
Caro Franco, per prima cosa mi fa piacere rispondere a questa tua lettera in quanto ti ritengo un amico col quale si può discutere e parlare di tante cose con raziocinio e senza paraocchi, come spesso accade quando si parla tra tifosi di opposte fazioni.
Già il fatto che tiri in ballo alcuni episodi accaduti, forse i meno eclatanti, ti farà pensare che qualche buon motivo ci sia per il nostro astio nei confronti della Juve. Io posso parlare a titolo personale e non per tutti i tifosi del Bologna, ognuno la vede a modo suo. Quello che a me fa più arrabbiare è l’atteggiamento che la Juve ha da sempre. Ti faccio qualche esempio, ma sono solo alcuni e senza tirare in ballo Moggi e Calciopoli: Bettega in tribuna che sbeffeggia il pubblico, Nedved che dice a Zambrotta di restare a terra dopo un rigore inesistente, Krasic che si tuffa ed il telecronista dice che ha fatto bene a simulare, Conte che esulta verso la tribuna ecc. ecc. e non parlo poi degli errori arbitrali che sono tantissimi.
Tutto questo lo si è visto da anni, ultimamente molto meno lo ammetto, su tutti i campi, caso strano la Juve non la possono vedere i tifosi di tutte le squadre, non uso la parola “odiare” perché non fa parte del mio vocabolario. Ma siamo tutti matti o abbiamo tutti i nostri motivi? Qualcuno sicuramente non la sopporta perché ha vinto tanto, ma non siamo noi rossoblù, forse a Roma, Napoli o Milano. Qualcuno può essere arrabbiato perché è stato battuto, noi siamo arrabbiati per COME, a volte, siamo stati battuti. Poi succede che subisci torti anche contro altre squadre e succede che hai dei vantaggi, fa parte del gioco, ma, parlando della Juve, la differenza tra dare e avere è enorme, anzi totale.
E’ vero che a volte si esagera, ma poi non si trascende in nulla di più grave che un coro, uno sfottò, una gufata. Ed è giusto così. Se con uno Juventino parlo di calcio mi si chiude la vena, ma poi finito il discorso amici come e più di prima, ci mancherebbe altro.
Alla citazione Virtus – Fortitudo ti sei risposto da solo definendola una bestemmia, a meno che non si parli solo dei trofei vinti, allora ci può stare, anche se quelli Virtussini sono stati vinti realmente sul campo.
In chiusura rispondo alla tua ultima domanda con un’altra domanda anche se non sarebbe corretto: ma perché gli Juventini stanno così tanto sui cosiddetti a tutta Italia e non solo ai Bolognesi? Beh…possiamo poi aggiungere anche a mezza Europa?
Continua (forse)
Franco Montorro
Massimo Maccaferri
7 Novembre 2015