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Pubblicato il 2 Novembre, 2015 | da bolognain

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Fenomenologia di Gianni Morandi

E’ sulla cresta dell’onda da più di 50 anni ed è il bolognese più famoso per tre motivi: forma, sostanza e discografia

In un mondo sempre più proteso verso le specializzazioni, la classe nell’eclettismo paga ancora e bene. Soprattutto nel mondo dello spettacolo, dove i proteiformi – quelli capaci di passare ad esempio dall’arte canora a quella recitativa e anche a quella della conduzione – sono esempi rari e per questo dal valore ancora più inestimabile. Vedi Fiorello, che però ha lasciato al fratello i set da attore. Tornando indietro, ad ampliare una lista dei migliori “One Man Show”, facile citare Johnny Dorelli che da ragazzino a Sanremo cantava “Nel blu dipinto di blu” insieme a Domenico Modugno, altro bell’esempio di fuoriclasse multiforme, a concludere un pokerissimo che include, e come asso di cuori, Gianni Morandi. Cantante, attore sul piccolo e sul grande schermo (con Pietro Germi, tanto per dire), presentatore al top. Sulla cresta dell’onda da più di 50 anni, salvo un periodo di crisi discografica che Morandi sfruttò per completarsi artisticamente, andando a studiare al conservatorio a Roma. 

Oggi il suo successo non si può dire forte come quello degli esordi, quando faceva impazzire solo i teenager, ma molto più completo visto che la sua enorme popolarità abbraccia tutto il periodo della sua fama: dai coetanei suoi a quelli del figlio Pietro, nato nel 1997.

Le ragioni della longevità di Gianni Morandi come icona popolare sono essenzialmente tre: forma, sostanza e discografia.

La forma è quella dell’aspetto sempre giovanile, mai scalfito da una vita che pure fra alti e bassi professionali e di momenti personali difficili, grazie ad una visione comunque positivista della vita e da una ben nota maniacalità per la cura del fisico. Mens sana in corpore sano, già, per un aspetto che ha una valenza sconosciuta ad altri anche solo poco più vecchi di lui. Tanto per fare un esempio, Silvio Berlusconi ha solo otto anni più di Morandi, ma la percezione generale che ormai se ne ha è lontana anni luce da quella ispirata dalla tonicità di Gianni: fatta più di autocontrollo che di visite di controllo, fa pensare alla positività dell’energia rinnovabile.

La sostanza è quella definibile con l’espressione “Uno di noi”. Morandi è spesso in mezzo alla gente e non si isola ed anzi ribalta i ruoli diventando lui stesso, curioso, intervistatore, muovendosi alla stessa maniera di chi lo idolatra, dicendo le stesse parole, interpretando come pochi il sentire e il sentore comune. Accontentando e mai di fretta quelli che gli chiedono un selfie, un autografo, una dedica. Classica la situazione non episodica in cui dopo uno scatto con l’ammiratore Morandi chiede di vedere come è venuto, non sia mai che ne è uscita una foto mossa ed allora se ne può fare, se ne deve fare, un’altra.

Infile, il suo repertorio musicale è così vasto, affascinante, coinvolgente, famoso che nella peggiore delle ipotesi ognuno ha “almeno” una canzone che gli scatena ricordi, emozioni, suggestioni quando sente, vede, legge di Gianni Morandi.

Franco Montorro

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2 Novembre 2015

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Morandi

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