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Bolognain - Dentro la Città


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Chili Ink

Pubblicato il 12 Novembre, 2015 | da bolognain

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La sindrome da GIP all’edicola – 2: il Carlino

Il Giudizio Istintivo Preventivo scatta quando compri un solo quotidiano. Perché chi compra un’altra testata scatena il tuo istinto critico

Bob Dylan di sé diceva «Io sono le mie parole». Nel caso di un lettore abituale di un determinato giornale si potrebbe dire che rispetto a quel quotidiano la sua fenomenologia è riassunta in un “Io sono le sue parole”. Questa analisi semiseria delle tipologie del lettore medio bolognese non può che iniziare dai fedelissimi al Resto del Carlino.

Non fosse che è sempre stato portavoce di un centrodestra laico, il Carlino dal dopoguerra ad oggi avrebbe potuto benissimo identificarsi con il personaggio di Don Camillo, tanto forte e continua è stata la sua linea critica nei confronti delle amministrazioni rosse – ora rosa, valà – di Bologna. Una volta aveva come contraltare l’Unità, adesso Repubblica, ma l’atteggiamento è sempre quello di bartaliana memoria: gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare per quello che amministrativamente parlando si fa a Palazzo d’Accursio, in via Zamboni e in Viale Aldo Moro (Comune, Provincia e Regione). ma se è anche quello che vende più di tutti in città, è anche quello che sposta di meno e allora da qualche anno si è specializzato in altro tipo di cronaca, diciamo sensazionalista, come ben rappresentato dalle locandine, acchiappacuriosi come la foto e il titolo centrali in prima pagina.

Il lettore abituale del Resto del Carlino, così come l’automobilista di passaggio davanti all’edicola, resta abbacinato da quelle parole forti e ricorrenti: violenza, incendio, stupro, incidente, muore, picchia, assalta, devasta, rompe, droga, omicidio che gli procurano uno stato ansiogeno che procura comunque curiosità. Da paesone finché volete, ma pur sempre da soddisfare.

Il lettore carlinista sarebbe soddisfatto con Carlo Lucarelli direttore, a proporre misteri ma poi a risolverli. Abitudinario anche solo nel cercarlo al bar o sui tavoli di un’ipercoop, come da tradizione separa gli ingredienti del panino cartaceo, riservando un’occhiata frettolosa al QN, ma molto più attenta agli inserti di cronaca locale ed eventualmente di sport. E’ un cliente che si indigna per il problema degli ungulati in collina perché convinto a farlo e pure critico nei confronti di chi chiude certe strade al traffico per lavori, salvo indignarsi se sotto casa, come abbiamo scritto già qui, l’asfalto si disfa per mancata o tardiva manutenzione. E’ un brontolone che scuote sempre la testa, nostalgico e ambiguamente attratto dai Cinque Stelle, ma non convinto, perché: sì piove governo ladro, ma se solo urlassero di meno quelli là… ecco la cosa che gli dà più fastidio è il rumore, fosse anche una voce diversa da quella con la esse bolognese. Tornerebbe volentieri a rinchiudersi dentro i viali di circonvallazione, due passi a piedi, al Carléin tott i dé e cum stèt? Il DNA è quello, accidenti all’Euro.

Dino Squassa

Attualità / Chili Ink

11 Novembre 2015

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