Chili Ink

Pubblicato il 14 Novembre, 2015 | da bolognain

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La sindrome da GIP all’edicola – 3: la Repubblica

Il Giudizio Istintivo Preventivo scatta quando compri un solo quotidiano. Perché chi compra un’altra testata scatena il tuo istinto critico

Quando si avvicinano le elezioni comunali la battuta feroce è che non si presentano, ma si fanno sentire, due liste: quella della Procura e quella della Repubblica. Non della Procura della Repubblica, eh? E non stiamo a spiegarvela però il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari nella sua versione bolognese spinge forte sulla politica declinata. Al contrario del Carlino, che dopo le prima tre pagine sulle malefatte sinistrorse o sull’ennesima porcata politica presunta illegale ritorna alla cronaca spicciola, Repubblica Bologna ha un suo format definito che recita in ordine alfabetico da riassemblare giorno per giorno: Assessori, Centri Sociali, Comune, Partecipate, Passante, PD, People Mover, Regione, Sgombri, Sindaco, Università, Varie ed eventuali. Banconote di spazio rispetto alla cronaca spicciola, quasi come le Brevi di un quotidiano sportivo su pallamano o rafting.

Il lettore medio bolognese di Repubblica è accigliato, al momento di lotta e di governo con preferenza sempre più tendente verso il secondo ma insoddisfatto come lo è tutta la vera sinistra da sempre. Di livello medioalto, borghese, gli piace curiosare fra quello che succede nelle istituzioni, molto meno, e del resto sulle pagine locali non ne ha modo, su quanto succede fra il popolino. Distaccato, freddo, se fosse un elettrodomestico sarebbe un frigorifero. Il giornalaio che gli dà una copia prova un brivido inatteso.

Dino Squassa

Attualità / Chili Ink

14 Novembre 2015

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