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Pubblicato il 1 Novembre, 2015 | da bolognain

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Santo Versace: la mia Bologna

Il presidente della maison milanese conosce bene la nostra città:  «La più brava a capire l’importanza del concetto: cooperare per competere»

Ai più Santo Versace è noto come “L’amministrativo” dei tre fratelli, con i creativi Gianni e Donatella. Invece chi lo conosce meglio ne apprezza anche le qualità di intenditore d’arte, di raffinato esteta e di appassionato sostenitore del Made in Italy in qualsiasi campo; un imprenditore illuminato e appassionato in tante battaglie umanitarie. Sempre propositivo e capace di scelte coraggiose e ostinate in nome di alcuni capisaldi: la manualità, l’artigianato, il genio italico, il nostro sottostimato primato artistico e intellettuale, il lavoro di gruppo.

Da ragazzo giocava a pallacanestro, Versace, e sotto la sua presidenza, una quindicina di anni fa, la squadra del cuore, la Viola Reggio Calabria, raggiunse i risultati migliori della sua storia. 

Per parlare con lui di Bologna, vuoi allora non partire dall’(ex?) Basket City?
«Nel 1999-2000 meritavamo di vincere lo scudetto – esordisce – ma la mia amata-odiata Virtus Bologna ci eliminò dai playoff in maniera non del tutto convincente. Pazienza, ma in quella serie avvenne un passaggio di consegne allora ancora inimmaginabile, quando Ginobili fece vedere in più di un’occasione i sorci verdi a Danilovic. Qualche mese dopo ne avrebbe preso il posto di match winner. Ma il mio primo ricordo bolognese è molto più antico, risale al 1962 quando siamo partiti da Bologna per una gita organizzata dal Ministero della Pubblica istruzione, destinazione i Paesi d’Oltrecortina, così siamo passati da Venezia, Trieste, Lubiana, Zagabria e poi ancora più a Est».

Nel corso degli anni le frequentazioni bolognesi dell’attuale Presidente e AD del Gruppo Versace si sono fatte frequenti, ma non tutte legate alla sua attività imprenditoriale. «Sono molto amico del professor Max Bergami, attuale Direttore di Alma Graduate School. Bologna è un città magica, bella da girare e da vivere, favorita dalla posizione strategica, ma dico cose risapute. Ma è anche una città che al mondo della moda ha dato tantissimo e ritorno agli anni ’80 quando era una delle piazze preferite per le sfilate delle collezioni di Gianni, di Armani, di Ferré. Era ed è una capitale della moda, come della pallacanestro. Poi è una città che ha spesso compreso prima e meglio di altre l’importanza del concetto “Cooperare per competere”, che poi è alla base dello spirito di Alta Gamma.

Già, l’associazione fondata 23 anni fa anche da Santo Versace e oggi da lui presieduta, che è un gruppo di lavoro a sostegno di aziende rappresentanti vari settori dell’eccellenza italiana. «I soci fondatori nel 1992 erano oltre a me Michele Alessi, Mario Bandiera di Les Copains, Marina Deserti, Ferruccio Ferragamo, Carlo Guglielmi, Maurizio Gucci, Gianfranco Ferré, Franco Mattioli, Angelo Zegna. Di questi Bandiera, Deserti e Mattioli erano bolognesi, capite? La città diede tre membri fondatori ad Alta Gamma e oggi di questa eccellenza assoluta è vicepresidente, Armando Branchini lui pure nato a Bologna. Detto questo come non considerare Bologna una città di eccellenza? Anzi: di alta gamma, altissima».

Franco Montorro

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20 Ottobre 2015 

www.bolognain.info

versace

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