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In Città

Pubblicato il 7 Novembre, 2015 | da bolognain

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Se io fossi Sindaco…

Lo sport  a Bologna: ecco cosa promettevano agli elettori, nel 2011, i candidati a Palazzo d’ Accursio Bernardini, Bugani, Corticelli e Merola

Prima delle elezioni comunali del 2011 il Coni provinciale di Bologna e Stage Up organizzarono gli Stati Generali dello Sport bolognese, il cui atto finale fu stato il coinvolgimento dei candidati sindaco di Bologna sul documento citato, riassunto delle esigenze comuni delle società sportive, articolato in cinque punti base: 1) La valorizzazione dello sport all’interno della giunta, con assessore con delega primaria e competenze dichiarate; 2) Creazione di una Consulta cittadina dello sport dotata di poteri consultivi; 3) Miglioramento del’impiantistica, oggi carente, anziana e in precario stato di manutenzione; 4) Iniziative per il finanziamento, per gli sgravi fiscali e per la crescita delle società sportive; 5) Sostegno della candidatura di Bologna come sede delle Universiadi 2019. Decaduta per ovvie ragioni di inadeguatezza l’ultima possibilità, può essere il caso di valutare le parole di allora e le prospettive di oggi di tre esponenti di spicco anche nell’attualità, come li raccolse e li commentò all’epoca il sottoscritto, in una serie di appunti. In ordine alfabetico: Bernardini, Bugani Corticelli e Merola.

Manes Bernardini

Fazzoletto verde di ordinanza al taschino, giacca blu e camicia aperta, sorridente con Maurizio Cevenini per l’utile dieta al quale è obbligatoriamente sottoposto un candidato: «Sull’assessore vado giù pari, perché è un problema principe: deve capirne di sport. Il precedente assessore Patullo prima gestiva i portinai in Provincia, ma se questa è la logica si fa del male a tutta la città… Iniziamo con il distinguere che cosa può e che cosa deve fare il Comune per una città come Bologna che deve essere una città evento in ambito sportivo e di conseguenza turistico… Purtroppo non ci sono impianti adeguati e qualcuno dovrebbe recitare il mea culpa per una situazione cristallizzata da 30 anni… Non bisogna avere paura dell’associazionismo sportivo, ma stabilire un nuovo patto… Le società chiedono flessibilità gestionale, l’Amministrazione comunale deve mostrare di credere in loro e deve mostrarsi pratica, senza perdere tempo e denaro come è capitato per la copertura di una piscina  che forse non entrerà mai nemmeno in funzione… In quanto al debito del PalaDozza, un conto sarebbe stato fare affidamento ad un Moratti, ad un Agnelli, invece per colpa di un’Amministrazione debole, disattenta e con amnesie è successo quel che è successo… Le Universiadi vanno sponsorizzate da una città intera, senza divisioni né ideologie e bisogna dire chiaramente che Bologna vuole le Olimpiadi… Per quello che riguarda le risorse finanziarie, bisogna liberare quelle delle società partecipate e bisogna immaginare da subito una nuova sinergia pubblico-privato. Poi, i soldi ci sono anche nei bandi regionali, ci sono quelli del Credito Sportivo, la Pubblica Amministrazione comunale deve semplicemente fare da guida in tutto questo tenendo anche conto che grazie alla riforma generale del federalismo fiscale, qui sul territorio rimarranno più soldi… Lo stadio: parleremo con il club di un progetto serio, di riqualificazione del quartiere, per una struttura in linea con i nuovi parametri Uefa… Se necessario, faremo un Consiglio Comunale in Piazza Maggiore… La nostra mission è quella di una Amministrazione sana, onesta e trasparente»

Voto: 7. Convincente e misurato, anche se l’accenno alla Patullo, poi ripetuto da altri sa molto di capro espiatorio. In quanto al PalaDozza, andrebbe detto che l’accordo fu fatto dalla giunta Guazzaloca e al non certo nullatenente Seragnoli.

Massimo Bugani

Il grillino è il più casual: “nu jeans e nu maglione”, con grande pin del Movimento Cinque Stelle: «Nel nostro programma non abbiamo messo tantissimo per lo sport, lo ammetto, ma perché noi siamo un movimento che si concentra sugli aspetti dell’etica, però io ho fatto 25 anni di sport agonistico e comunque noi abbiamo una tradizione di persone che ascoltano anche se, ripeto, dopo aver letto il documento, io non sono né d’accordo su tutto né preparato su tutto… Lo sport è un elemento importante, ma in passato ho visto persone che gli son state vicine, vedi Cevenini, come tutte le persone che hanno amore per lo sport. Ma molto meno appassionati sono stati certi assessori… La coperta dello sport è sempre corta, allora bisogna incominciare ad eliminare gli sprechi… Noi ci siamo sempre battuti su casi come il PalaDozza o sull’affitto dello stadio… L’impiantistica a Bologna è carente; se investimenti ci sono stati hanno riguardato quasi solo campi da calcetto, macchine da soldi… Bene la Consulta: partecipazione ed ascolto».

Voto 5,5: onestamente ammette che il suo movimento rivoluzionario istituzionale allo sport non dà troppo conto, cerca il salvataggio in corner con il proprio passato sportivo e con l’amarcord di un torneo di calcio al campo Savena. Le priorità sono altre, insomma, e chi ci vota non è tifoso (distinguo importante: tifoso, non sportivo).

Daniele Corticelli

Giacca sportiva marrone, camicia aperta e Clarks verdi: «La competenza, in politica, è necessaria sempre, non solo per un assessore, insieme alla credibilità con cui si prende un determinato impegno. Guardate la nostra lista: abbiamo coinvolto Bucci e Ponzellini ex della Virtus pallacanestro, il presidente della Zinella Volley Penazzi, il capitano dei Warriors di football americano… La consulta è uno strumento che deve però vedere a monte la volontà di utilizzarlo… Sulla questione impianti, va bene il milione all’anno, i soldi ci sono, ma bisogna anche che i privati abbiano concessioni adeguate… Sul tema delle garanzie, noi abbiamo fatto l’errore della battaglia frontale contro Sacrati, che sta costando moltissimo all’intera città…. Bisogna valorizzare il volontariato sportivo, ma anche quello degli specialisti, vedi i neolaureati in Scienze Motorie… Volontariato: partecipando ad un incontro con l’Avis, quello che i donatori di sangue chiedono è più attenzione, più visibilità e anche di questo ha bisogno il volontariato sportivo, anche con la creazione di eventi per celebrarlo… Ultima proposta, forte: una cittadella dello sport per le grandi competizioni anche di sport minore. Vorrei citare un dato: in un anno il nostro aeroporto ha visto un incremento di 50.000 arrivi. In soli tre giorni a Rimini, per una manifestazione di danza, c’è stato un afflusso di 9.000 persone… Il turismo sportivo è una realtà, la cittadella dello sport potrebbe essere la prima base per le Universiadi ma soprattutto un incentivo».
Voto: 6. Il più civico dei candidati non pare riuscire a sottrarsi dal destino di una vita da mediano, ma nel senso non del tutto corretto proposto da Ligabue, che indicava Oriali, mentre non avrebbe dovuto lasciarsi accecare dal tifo e pensare semmai a Furino, o rimanendo in ambito bolognese a Paris. Corticelli non sfonda, o forse non riesce a comunicare del tutto la sua “civicità”, oppure si affida a troppe cose preconfezionate (vedi il suo volantino elettorale pieno di fotografie più da depliant di un cellulare o di un’auto che da programma elettorale).

Virginio Merola

Completo spezzato e sportivo grigio, cravatta viola: «Un primo fatto positivo è che sulle Universiadi ci sia un accordo generale e prepareremo subito un gruppo di lavoro che entro la primavera del 2013 presenti il progetto completo e per fare questo bisogna già attivare delle risorse… Dobbiamo prendere dal mondo sportivo lo spirito vero e fare di Bologna una città del terzo tempo, come nel rugby, quando ci si ritrova tutti insieme anche dopo esserle suonate in partita. Sì, lo sport è un bell’esempio per la politica… Il mio impegno, non la mia promessa, è quello di 1 milione di euro all’anno per cinque anni da destinare allo sport bolognese per la manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti e per la loro riqualificazione da un punto di vista energetico… Bisogna riconoscere i meriti di chi reinveste nella manutenzione, immaginare concessioni pluriennali per le gestioni e attuare un piano urbanistico generale che comprenda, come spazi pubblici, anche gli impianti sportivi… Insieme alla Regione lo sport andrà visto anche come opportunità di lavoro… In quanto al federalismo fiscale, temo che significhi, per i comuni, la libertà di imporre più tasse… In quanto alle risorse delle partecipate, ci vuole pragmatismo, perché non tutti i beni si possono dismettere… Passaggio fondamentale: l’Assessore allo Sport: d’accordo sulla competenza, ma dovrà avere anche capacità per interagire con altri assessorati fondamentali come la Sanità, le Politiche Sociali e l’Edilizia… In generale l’Amministrazione dovrà lavorare più per progetti che per deleghe e in materia di sport e di impianti non è tanto importante l’analisi su quanto abbiamo, ma sulle priorità d’intervento… E per concludere non abbiamo bisogno di un sindaco che sia un uomo solo al comando».
Voto: 6,5. Non si espone più di tanto, non è lo sport il suo terreno più congeniale, ed allora sceglie la via del pragmatismo e conferma l’unico dato economico certo, il milione di euro all’anno. La citazione su Ferretti-Coppi alla fine alza la valutazione.

Franco Montorro

Attualità / In Città

7 Novembre 2015

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