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In Città

Pubblicato il 9 Dicembre, 2015 | da bolognain

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Sottopassaggio a Nord Ovest

Verrà chiuso quello di Via Ugo Bassi e riqualificato l’altro più centrale. Operazione con un perché, ma comunque tardiva. Certo, meglio delle Gocce sì

Pur con qualche difficoltà da parte dell’assessore Colombo nello spiegare perché il sottopassaggio di Via Ugo Bassi verrà chiuso, l’operazione ha un suo perché e non da oggi. L’operazione andava effettuata prima, mentre in anticipo rispetto ai vaghi progetti odierni bisognava pure ripensare alla funzionalità dell’analoga, me ben più grande struttura qualche centinaia di metri più a est. Non fidandomi delle parole di progettualità del Comune, mi auguro che si comprendano bene le potenzialità soprattutto turistiche e promozionali del sottopassaggio di Via Rizzoli, che io vedrei  – gli spazi ci sono tutti – come una vetrina sotterranea della città. Non un negozio per “foreigners allocchi”, anche se i gadget ci possono stare, ma un contenitore dove replicare, magari con altro materiale, quel gioiellino che è in Via Castiglione, allo Genius Bonomia. Tenendo pure conto dei reperti umani già evidenziati al tempo della sua inaugurazione

Tutta Bologna riassunta lì sotto, la Bologna che fu per un’opera che non avrebbe eguali in nessuna città italiana. Più che illuminare le Due Torri, l’investimento io lo avrei fatto lì, a partire da un servizio accurato di controllo degli ingressi e delle scale nelle ore notturne.

Poi, che sia comunque qualcosa di migliore delle Gocce di guazzalochiana memoria, non ci piove.

Ma leggete cosa ricorda il sito iperbole sulla gestione di quell’opera, fra il 1958 e il 1960: «Nella volontà dell’Amministrazione, i Bolognesi dovevano vivere il sottopassaggio come un prolungamento dei portici cittadini, attraverso le vetrine da esposizione illuminate e gli esercizi commerciali. I sottopassaggi dovevano dare al cittadino la possibilità di riscoprire la città dal suo interno, attraverso la mostra permanente dei reperti archeologici ritrovati durante l’edificazione, ma fornendo anche un rafforzamento dei servizi già presenti al di fuori, come, ad esempio, quelli igienici. In effetti, il successo dei sottopassaggi fu immediato: turisti e Bolognesi vi si recavano non solo per attraversare l’incrocio cittadino, ma vi trascorrevano anche parte del tempo libero. Presto si sparse la voce che gettare una moneta attraverso le fessure delle teche che conservavano i resti del selciato di età romana di via Rizzoli, portasse fortuna. Già nel 1959 il Comitato per Bologna storica e artistica, incaricato di mantenerle pulite, interrogò il Gabinetto de Sindaco sull’utilizzo da farsi della somma raccolta in quella che era stata rinominata “la succursale della Fontana di Trevi”. La scelta immediata dell’Amministrazione comunale fu di destinare il denaro offerto dai cittadini ad un altro ufficio sul quale stava investendo notevoli risorse, ovvero quello dell’Assistenza scolastica».

Adesso li destinerebbero alle ciclabili o alle strisce blu.

Franco Montorro

Attualità / In Città

10 Dicembre 2015

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sottopassaggio

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