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Opinioni

Pubblicato il 17 Dicembre, 2015 | da bolognain

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Una Bologna peggiore è possibile

Coalizione Civica batte se stessa e dopo il suo contraddittorio logo fa il bis con un manifesto criticabile sia nella forma che nei contenuti

Premesssa, pur occupandomi in prevalenza di informazione, qualcosa sulla forma e la sostanza della comunicazione penso di averla appresa, lavorando per tanti anni a stretto contatto di specialisti del settore, ma non lo dico per giustificare la qualità della mia opinione, che come tutte può essere giusta o sbagliata in proporzioni variabili

“Una Bologna peggiore è possibile” è il nome di un arguto gruppo Facebook che spesso tempera pessimismo e rassegnazione con ironia, come poi è o dovrebbe essere alla base della satira. Di sicuro anche lì troveremo un accenno al manifesto commissionato da Coalizione Civica in apertura della campagna elettorale ed affisso in quattro parti della Città: “in via Massarenti, sulla sinistra andando verso la periferia; in via Stalingrado, sulla destra andando verso la periferia, in via Gagarin, sulla destra venendo da via Gobetti e in via Triumvirato”, come si legge sul sito della coalizione, con tanto di precisi riferimenti quasi evocativi. Dal nome di un sindacalista a quello che rievoca sì una battaglia, ma non combattuta durante le Guerre Puniche; da un astronauta sovietico ad una troika, quella sì dell’antica Roma. Avanti con la satira: nelle indicazioni la destra batte la sinistra 2-1, ma basta cambiare senso di marcia e coalizione rossa trionferà.

Protagonista del messaggio dei Coalizionisti è ancora il Nettuno usato per il già criticabile logo del movimento, questa volta proposto con una visuale del volto che fa scattare la corsa al “Mi ricorda…”. Io direi Eugenio Scalfari senza occhiali o forse Omero, ma l’autore greco non l’ho mai conosciuto.

L’insieme trasmette negatività e non quella che era nei desiderata di chi ha commissionato il manifesto, perché quella molletta (ciapàtt, per dirla alla bolognese) a turare il naso del Gigante ispira più imbarazzo che simpatia e forse era quello che si voleva, per sottolineare graficamente il messaggio verbale.

Qui si fa viva la pignoleria, per l’uso quantomeno discutibile della punteggiatura. Ok, è già qualcosa che ci sia, perché al giorno d’oggi soprattutto nei titoli è un continuo funerale dei punti di interpunzione, però io avevo sempre saputo che in uno slogan del genere il punto della frase veniva considerato inutile quando non dannoso. L’errore nel manifesto è ripetuto due volte. Ma soprattutto c’è quella virgola malandrina fra D’Accursio e Cambiare. O la si sostituiva con i più corretti due punti o si invertiva l’ordine delle parole in “Cambiare aria a Palazzo d’Accursio”, perché così al massimo sembra uno di quegli slogan da “Venghino venghino siore e siori” Con Palazzo D’Accursio che diventa un soggetto vocativo: “O tu, palazzo del potere, ascolta…”. Oppure resta nel complesso protagonista in una frase stile: “Autobus, obliterare il biglietto”.

“Bologna di nuovo” è slogan che evoca più ripetitività che profumo di cambiamento. Se si volevano solleticare idealmente altre sensi oltre alla vista, e dal momento che c’è già un richiamo all’olfatto, si poteva tentare con il gusto, con l’espressione “Bologna sa di nuovo!”.

Nel complesso il giudizio negativo comprende anche una buona dose di criticità per la scelta fra il grillino e il leghista (ops, scusate, cari Coalizionisti) di andare all’attacco politico puntando più sulla pancia che sulla testa di chi deve fare una scelta elettorale e non è questa la direzione più popolare che si richiede ad una determinata Sinistra, oggi.

L’agenzia che ha realizzato il manifesto si chiama Lance Libere ed è chiaro che la denominazione si riferisce a quella di Freelance, anche se l’accezione originale inglese rimanda a una figura diciamo un po’ più commerciale del cane sciolto nell’informazione, visto che definiva in prima battuta un cavaliere o un soldato di ventura. Ecco, mi fa venire in mente che se mai dovessi suggerire il nome per un’agenzia di comunicazione proporrei “Battitore Libero”, ma queste sono fisime temporanee. La battuta libera, qui e ora, è: un manifesto peggiore è possibile?

Franco Montorro

Opinioni

17 dicembre 2015

www.bolognain.info

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