Chili Ink

Pubblicato il 24 Dicembre, 2015 | da bolognain

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Votatemi e metterò un canestro in ogni piazza

Se l’assessore Colombo ama le bici e stravolge il traffico per questo, perché io non dovrei pensare a riconvertire Bike City in Basket City?

Da ragazzo abitavo in Via Cesare Battisti, quasi all’angolo con Via Ugo Bassi e anche se tutto il centro era percorso dai mezzi privati, mi spostavo regolarmente in bicicletta anche per tragitti lunghi. Pedalavo verso Porta Saragozza e il Righi, verso Borgo Panigale per andare a morosa, verso Via Matteotti dove abitava mia nonna. Il traffico mi sembrava fosse lo stesso di adesso, forse meno convulso non tanto perché ci fossero meno macchine, ma perché c’erano meno code e tempi di attesa biblici ai semafori. Non mi sono mai sognato, e pochi comunque lo facevano, di andare contromano o sotto i portici e l’avessi fatto avrei comunque trovato qualcuno a darmi dell’imbecille. E avrebbe avuto ragione.

Bologna non è mai stata una città a vocazione ciclistica come Ferrara o in altre realtà, in Romagna. Quindi, va bene tutelare una minoranza come è quella dei ciclisti, ma se tu sei il Ministro della Pubblica Istruzione e sai il Turco e pretendi di inserirlo come materia obbligatoria nelle scuole riducendo le ore di Inglese, forse compi un atto un po’ troppo soggettivo, ai confini dell’abuso di potere. All’assessore Colombo piacciono le bici e va bene, ma se la passione deve poi portarlo a ripianificare tutta la viabilità bolognese considerano le due ruote a pedali una priorità assoluta non ci sto più. E vado all’attacco alla mia maniera.

Ho deciso di candidarmi con una mia lista alle prossime elezioni comunali. Una più una meno… Il nome è già pronto: Educazione Civica. Il mio progetto elettorale? Posso fare un po’ di copia-incolla, ché tanto la differenza è solo fra chi sta di qua e chi sta di là e poi puntare su un solo argomento acchiappavoti: mettere dei canestri da basket in tutti i punti strategici della città. Eccheccavolo: siamo sempre stati Basket City, diventiamolo anche fuori dai palasport! Io installerei ad esempio un canestro sulla statua di Via Ugo Bassi nella via omonima e uno sotto le Due Torri, appiccicato a San Petronio. Poi, una serie, per chilometri, lungo la strada che porta a San Luca, dalla parte opposta del portico e se la palla scivola giù che importa? E’ tutta attività fisica supplementare, andarla a riprendere. Poi pedonalizzerei tutto Viale Pietramellara davanti alla stazione e realizzerei, nello spazio vietato a tutti i veicoli una serie di campetti da basket contigui, così i turisti capirebbero subito di essere arrivati a Basket City. Il traffico? Ci sono già Via Matteotti, Carracci e Zanardi: che passino tutti di lì. E un’altra strada da penalizzare e riconvertire in campi di pallacanestro è Via del Triumvirato e lo stesso discorso fatto per i turisti che arrivano in stazione vale per quelli che arrivano in città con l’aereo. Il più grande concentrato di playground al mondo: roba da chiedere il riconoscimento all’Unesco. 

Votatemi e rivoluzionerò il traffico della città in questo modo, tanto peggio di come è adesso è impossibile fare. Adesso, perché il mandato colombiano non è ancora terminato e c’è tempo per una ciclabile galleggiante lungo il Reno.

Franco Montorro

Attualità / Chili Ink

24 Dicembre 2015

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